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Unioni civili. Anna Paola Concia: da Gubbio segnale allarmante

“Quanto accaduto a Gubbio è davvero allarmante: mentre il Pd nazionale cerca di trovare una sintesi unitaria e credibile sul tema delle unioni tra persone dello stesso sesso da presentare nel nostro programma di governo alle prossime elezioni, il sindaco e alcuni consiglieri democratici ugubini votano a favore di una mozione per l’abolizione del Registro delle unioni civili presentata dal Pdl, andando cosí contro la linea del partito e i suoi stessi valori fondanti”. Lo dichiara la deputata del Pd Anna Paola Concia. “Evidentemente chi ha votato in questo modo non vuole bene al Partito democratico, e‚ ai suoi elettori. Mi aspetto che il Pd umbro chiarisca al piú presto quanto accaduto e mi appello a Rosy Bindi, che presiede la Commissione Diritti del partito, affinch‚ intervenga per ribadire l’impegno del Pd contro ogni forma di discriminazione” conclude Concia.

Gubbio. Il Pd cancella il registro delle Unioni Civili, per il sindaco Pd Guerrini è anticostituzionale ed inutile

E’ stato abolito il registro comunale delle unioni civili. Ieri sera il voto, a sorpresa, con il sindaco Diego Guerrini che ha appoggiato la mozione di Luigi Girlanda del Pdl. «E’ anticostituzionale ed inutile», ha spiegato Guerrini. «Sconfessata una scelta solo ideologica – ha detto Girlanda – che non ha mai avuto alcun valore giuridico. Era un’indebita equiparazione tra unioni civili e famiglia fondata sul matrimonio, costituzionalmente riconosciuta». Al registro delle coppie di fatto, istituito tra le polemiche l’11 marzo 2002 su un ordine del giorno di Gabriele Tognoloni, era iscritta una sola coppia. La mozione di Girlanda ha raccolto 12 voti (nel Pd contrari Michele Sarli, ed Alessia Tasso), 10 contrari (tra i quali Giovanni Vantaggi della lista civica Un’Altra Gubbio, ex Margherita) e un astenuto (Nicola Aloia del Gruppo Misto, ex Pdl).

Unioni Civili. Scalfarotto e Lo Giudice al Pd di Grosseto: “ci ripensi e voti le unioni civili”

 «Non è detto che le unioni civili siano solo un atto simbolico. Il PD ripensi se a Grossetto è più giusto votare con PDL e ultracattolici o dare un segnale forte e prendere un impegno serio per i diritti civili».

Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del Partito democratico e Sergio Lo Giudice, Consigliere del Comune di Bologna, commentano la notizia che vede i consiglieri del PD al Comune di Grosseto votare compattamente con l’UDC e il PDL contro l’istituzione del registro delle unioni civili.

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Carlo Giovanardi al Pride? Perchè no? L’intervista di oggi.

«Il Gay Pride? Perché no».
Giovanardi: «Dietro ogni macchietta, una persona umana».
Non capita tutti i giorni di vedere il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, partecipare al Mardì Gras organizzato a Torre del Lago.
Invece il palco del MamaMia, locale gay per eccellenza della Versilia, lo ha ospitato il 10 agosto per una serata in compagnia delle drag queen e di alcuni esponenti della comunità omosessuale. 
Nei mesi scorsi, Giovanardi si è reso protagonista di memorabili scontri con la comunità gay: ha attaccato la pubblicità Ikea che mostrava due uomini per mano, ha difeso la famiglia sempre e comunque ed è stato un vero pasdaran cattolico. 
Eppure, non ha saputo dire di no all’invito del presidente dell’Arcigay, Paolo Patané. Il confronto pubblico ha messo in evidenza le differenti opinioni tra i relatori ma Giovanardi si è ammorbidito tanto da non escludere addirittura una partecipazione al Gay Pride

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Carlo Giovanardi a Torre del Lago: pronto a riconoscere unioni civili solo per i gay.

Ospite ieri sera a Torre de Lago, nel corso di un dibattito con Paolo patanè, presidente di Arcigay, il sottosegretario con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi, ha dato la sua disponibilità alle unioni civili ma solo per le coppie gay, sul modello tedesco.
Il sottosegretario Giovanardi ha inoltre parlato della necessità di un’aggravante che riguardi gli atti discriminatori e di violenza verso tutti gli orientamenti sessuali.

Francia. Discriminati i Pacs a favore del matrimonio.

In Francia, escludere le coppie di fatto dai benefici della pensione di reversibilità non é una discriminazione. Lo ha stabilito la Consulta francese rifiutando il ricorso della signora Laurence L. che definiva incostituzionale la norma che riserva il diritto a questa speciale forma di tutela previdenziale esclusivamente alle unioni legali. Per la Corte, invece, le coppie di fatto non sono legalmente tenute ad alcuna solidarietà finanziaria reciproca. L’esatto opposto, si legge nella sentenza, di quanto previsto per il più tradizionale matrimonio. In questo caso, infatti, l’ordinamento d’Oltralpe detta precisi obblighi personali, materiali e patrimoniali ai coniugi, specie dopo la rottura del connubio. Per la semplice ragione che è indispensabile garantire la protezione del nucleo familiare.

Unioni gay. Santo Versace (Pdl): sono favorevole ma le chiamerei contratto e non matrimonio.

“Sono favorevole che le unioni gay siano legalizzate e regolamentate. Ma non le chiamerei ‘matrimonio’, lascerei ancora per un po’ questo termine alle coppie eterosessuali. Sarebbe più una forma di contratto, come anche il matrimonio civile che per me è un contratto”.
Lo ha detto a KlausCondicio, il talk show di Klaus Davi in onda su YouTube, l’imprenditore e deputato del Pdl Santo Versace.
Nel corso del programma il conduttore ha anche chiesto cosa pensasse lo stilista Gianni Versace dei matrimoni gay: “Gianni era un liberale. sui matrimoni gay scherzava sempre con Elton John. Era favorevole ovviamente”.
“I miei personaggi di riferimento sono Luther King e Gandhi. Si sono battuti per i diritti delle minoranze, per la pace, degli afro americani per i diritti dei gay. Sono battaglie di civiltà che condivido in pieno” conclude.

Anche il Rhode Island da l’ok alle unioni civili per le coppie gay.

Dure critiche dai movimenti che volevano ottenere i matrimoni gay.
Il Senato del Rhode Island ha approvato nella serata di ieri - 21 voti a favore contro 16 - una legge che introduce nel suo ordinamento le unioni civili fra omosessuali. La decisione arriva meno di una settimana dopo l’approvazione del matrimonio tra gay e lesbiche nello Stato di New York, il sesto stato federale a prendere un simile provvedimento.
La legge sulle unioni civili era stata già approvata dalla Camera e ora manca solo la firma del governatore, l’indipendente Lincoln Chafee. Il suo portavoce ha già anticipato che il provvedimento sarà siglato senza intoppi: il provvedimento entrerà in vigore dal primo luglio (il Rhode Island sarà così il quinto stato dell’unione ad autorizzare unioni gay).
Si tratta, come spiega la Cnn nell’edizione online, di un compromesso strappato negli ultimi mesi dal presidente della Camera del Rhode Island, Gordon D. Fox, che è riuscito a ottenere per le coppie dello stesso sesso buona parte dei benefici e dei diritti delle coppie sposate pur senza un’estensione della definizione legale di matrimonio.
Attualmente le unioni di fatto per coppie gay negli States sono legali in New Jersey e Illinois, e dal primo gennaio 2012 saranno autorizzate anche nel Delaware e alle Hawaii. (Tre stati della West Coast - California, Oregon e Washington - oltre al Nevada, permettono anch’essi “convivenze di fatto” per coppie omosex considerate un equivalente delle unioni civili).
Tornando al Rhode Island, all’inizio dell’anno il governatore Chafee aveva sostenuto la causa delle nozze gay ma è stato frenato dalla presidente del Senato, la democratica M. Teresa Paiva Weed, che così condizionato il dibattito, spingendo Fox ad abbandonare l’idea iniziale e sostenere quella delle unioni civili. Le associazioni e gli attivisti che si battono per i diritti degli omosessuali hanno criticato fortemente la nuova legge, che secondo loro è discriminatoria: non offre tutele a sufficienza perché consente alle organizzazioni religiose di non riconoscere le unioni civili. Un esempio? Una clinica cattolica potrebbe decidere di non consentire a una persona omosessuale di scegliere le cure per il proprio partner.

Milano, registro delle unioni civili. I cattolici del Pd non ci stanno e dicono di no.

Raggiunto dai cronisti cronisti che gli chiedono del Gay Pride e del registro delle coppie di fatto ieri, il Sindaco Giuliano Pisapia, ha risposto: “Majorino ha detto cose chiarissime. Il registro delle unioni civili si farà. Mantengo gli impegni presi in campagna elettorale, a differenza di altri”.
L’assessore al Welfare Majorino durante il Gay Pride aveva anche detto che le unioni civili erano sono solo il primo passo. Pisapia ora è più evasivo: “Non c’ero, non so che cosa abbia detto. Credo che nessun assessore dica qualcosa che non corrisponde al programma”. La comunità gay milanese spinge per passi ulteriori, chiede il matrimonio. Il prossimo anno andrà al Gay Pride? Il sindaco a queste domande risponde sibillinamente: “Non so se ci sarò il prossimo anno…”.

I temi delle unioni civili e del matrimonio gay è al centro dell’attenzione della giunta Pisapia. Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e di area cattolica mette le mani avanti: “Sono contrario al matrimonio gay, che oltre tutto non è previsto dal programma”. Aggiungendo: “Va bene che ci sia un registro ma non un istituto. Se si realizza un istituto, diventa come il matrimonio”.
Perplessità ancora più forti arrivano dal consiglio comunale. Andrea Fanzago, esponente del Pd di area cattolica, è totalmente contrario alle unioni civili: “La famiglia è quella indicata dall’articolo 29 della Costituzione. Altre scorciatoie non hanno senso. Al limite si può pensare a un registro per le coppie eterosessuali con figli, così che i bambini siano garantiti. Invece mi sembra di capire che pensino a questi registri proprio per le unioni omosessuali”. Niente unioni civili gay? “E perché mai? Quali sono i diritti non riconosciuti? Già con lo stato di famiglia e la residenza si risolvono i problemi di cui si discute. La famiglia è quella fondata sul matrimonio”.
Qualche perplessità arriva anche dal consigliere Marco Cormio, anche lui esponente del Pd sempre di area cattolica. Cormio chiede che il tema sia discusso in consiglio: “Come faccio a dire se sono favorevole alla proposta di Pisapia? Prima devo vederla. Tutti noi di area cattolica dovremo riunirci e valutare. Certamente chiediamo un confronto in consiglio: il gruppo deve essere coinvolto. Ci sono provenienze culturali diverse, ci dobbiamo confrontare”.
Nella scorsa consiliatura, a Palazzo Marino era stata presentata una mozione che chiedeva l’istituzione del registro delle unioni civili. Ideata dalla sinistra radicale, aveva trovato consensi anche tra qualche esponente del Pdl. Già allora i consiglieri di area cattolica avevano votato contro. E alla fine la mozione era stata bocciata.

Coppie di Fatto. Equality Italia: Confronto su Unioni Civili nel ricordo di Alma Cappiello. Domani convegno a Roma.

“Alma Cappiello e la famiglia di fatto: correva l’anno 1988″ e’ i titolo del convegno che si tiene giovedi’ a Roma presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini, organizzato da Equality Italia, rete sui diritti civili, e dall’associazione Alma Cappiello.’Il convegno sara’ l’occasione per riflettere sulla situazione attuale -spiegano gli organizzatori- nel momento in cui il Parlamento si appresta a votare la legge contro l’omofobia e la transfobia, e per ricordare la figura di una socialista lungimirante e moderna, amica delle donne, che si e’ occupata di diritti civili, quando questi non interessavano alla politica’
‘Alma Cappiello, avvocato e docente di diritto, parlamentare socialista a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, scomparsa nel 2006 a causa di un male incurabile, presento’ in Parlamento la prima proposta di legge sulle coppie di fatto nel 1988 -ricordano- Da allora nulla e’ cambiato e l’Italia e’ ancora sprovvista di una normativa che tuteli i diritti civili delle coppie non sposate, etero e gay’.
Al convegno intervengono Anna Finocchiaro, Margherita Boniver, Beatrice Lorenzin, Anna Paola Concia, Flavia Perina, Aurelio Mancuso, Pia Locatelli e Elena Marinucci. Modera Antonio Polito. “Il fatto che esponenti di destra e di sinistra si ritrovino a discutere di unioni civili -commenta Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia- e’ segno che la battaglia sui diritti civili, anche se difficile in Italia, non si ferma. (Fonte ADNKRONOS)

Chiesa di Scozia. Sì alle unioni civili per gay e lesbiche

In uno dei suoi voti finali, l’assemblea ha inoltre approvato l’ordinamento di gay e lesbiche uniti in matrimoni civili.
La Chiesa di Scozia ha votato a favore dell’ordinamento di ecclesiastici apertamente gay o lesbiche, aprendo la strada alla celebrazione dei matrimoni in chiesa tra persone dello stesso sesso.

La ‘Kirk’ - la più importante istituzione religiosa della regione, di ordinamento presbiteriano - nel 2009 aveva imposto una moratoria temporanea sull’ammissione di ecclesiastici gay e lesbiche in seguito all’ordinamento di Scott Rennie, il primo pastore apertamente gay e in una relazione omosessuale.

La chiesa ieri ha approvato la cancellazione della moratoria, accogliendo i pastori gay o lesbiche per la prima volta nei suoi 450 anni di storia. In uno dei suoi voti finali, l’assemblea ha inoltre approvato l’ordinamento di gay e lesbiche uniti in matrimoni civili. Un rapporto che verrà pubblicato nel 2013 si pronuncerà su questo punto e sulla celebrazione, in chiesa, di nozze tra persone dello stesso sesso.

Il tema è fonte di forti divisioni: una commissione formata nel 2009 per esaminare il caso Rennie aveva predetto che circa un quinto degli ecclesiastici e 100’000 fedeli avrebbero potuto lasciare la Kirk in segno di protesta contro l’ordinamento degli omosessuali.

Lega nord denuncia, ‘Cavallo di Troia UE’ su coppie di fatto, no a quelle omosex.

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Maggioni: “C’è rischio in proposte regolamento su beni conviventi”.
Due proposte di regolamento europeo, in materia di regime patrimoniale dei coniugi e di effetti patrimoniali delle unioni registrate, rischiano di creare nuove ‘fibrillazioni’ alla Camera, dopo il testo contro l’omofobia, in tema di diritti dei gay. I due documenti, all’esame della commissione Politiche dell’Unione europea di Montecitorio, secondo la Lega, possono, infatti, diventare un “cavallo di Troia” per il riconoscimento, anche in Italia, delle coppie omosessuali. A paventare il “rischio” e’ il capogruppo del Carroccio in commissione, Marco Maggioni che, durante l’esame, avviato due settimane fa alla Camera, ha sottolineato “la delicatezza delle tematiche affrontate dalle proposte di regolamento” dicendo esplicitamente “no” a ogni forma di ”riconoscimento delle coppie dello stesso sesso”. Maggioni, durante la discussione in commissione, ha osservato che le proposte di regolamento Ue “parlano di coniugi e di unioni senza specificare il genere dei componenti la coppia”. E questo, secondo il parlamentare, interpellato dalla ‘Dire’, pone “il rischio che si pervenga al riconoscimento di coppie gay anche nel nostro Paese. La posizione della Lega al riguardo e’ nota- aggiunge- dai tempi del dibattito sui ‘Dico’ nulla e’ cambiato”.

La questione per ora e’ all’attenzione della Commissione europea solo in via preliminare. In attesa di un via libera definitivo, che farebbe diventare il regolamento legge per tutti gli Stati membri, si attende che i singoli parlamenti nazionali diano il loro parere. “Il nostro primo obiettivo- dice Maggioni- e’ verificare che venga rispettato il principio di sussidiarieta’, ossia se e’ meglio che una normativa del genere venga adottata a livello Ue o che ogni singolo Stato decida per se’ visto che non tutti hanno la stessa definizione di matrimonio. Non vogliamo che su questioni che investono la famiglia ci siano decisioni calate dall’alto dall’Europa”.
In pratica, le nuove regole cercano di individuare criteri comuni per definire la legge applicabile sulla divisione dei beni di coniugi o conviventi. La relatrice in commissione Politiche Ue, Elena Centemero (Pdl), vista la “delicatezza” della materia, ha chiesto di acquisire le valutazioni del governo.

Chiesa Luterana. A Roma i lavori del Sinodo, Si discuterà anche di unioni omosessuali.

Si concluderanno a Roma domenica prossima i lavori dell’assemblea del Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (Celi), iniziati ieri alla presenza della presidente Christiane Groeben e dalla vicepresidente Caroline von Hohenbuhel.

Al centro dei lavori di quest’anno l’esame della relazione della Commissione Sinodale sulla benedizione delle unioni di vita non tradizionali e quella della Commissione Sinodale sulla possibile formazione di un corpo pastorale totalmente interno alla Celi.

”Per quanto riguarda la benedizione di persone etero ed omosessuali in comunioni di vita particolari, da non confondersi con la celebrazione nuziale - sottolinea una nota della Chiesa luterana - la Celi ha da tempo iniziato un processo di riflessione sulla realta’ delle unioni di vita differenti da quelle della famiglia classica.

L’avvio di questo processo e’ stato determinato dall’esperienza pastorale che porta quotidianamente a contatto con diverse e nuove forme di convivenza, generando la necessita’ di accompagnare persone che cercano supporto nel vivere la loro particolare situazione in Italia”.

Corte Europea. No a discriminazioni delle coppie gay per le pensioni.

Le unioni civili fra coppie dello stesso sesso che si trovino “in una situazione di diritto e di fatto paragonabile a quella del matrimonio” non devono essere discriminate quando si stabilisce l’importo della pensione complementare di vecchiaia. Lo ha stabilito con una sentenza la Corte di Giustizia dell’Unione europea, riferendosi al caso di una coppia in Germania.
Il caso in questione fa riferimento alla vicenda di un lavoratore legato in unione civile al suo compagno, conformemente alla legge tedesca del 16 febbraio 2001 sulle unioni civili registrate. Il lavoratore ha lavorato per la ‘Freie und Hansestadt’ di Amburgo in qualità di impiegato amministrativo dal 1950 fino al suo pensionamento, convivendo con il suo compagno dal 1969 e informando dell’unione civile il datore di lavoro. Successivamente, ha chiesto che l’importo della sua pensione complementare di vecchiaia fosse ricalcolato applicando uno scaglione tributario più favorevole, corrispondente a quello applicato ai beneficiari coniugati. Richiesta che è stata rifiutata nel 2001. L’uomo, ritenendo di aver diritto a essere trattato come un beneficiario coniugato, il lavoratore si è rivolto al Tribunale del lavoro di Amburgo che ha chiesto l’interpretazione della Corte di Giustizia.

Brasile, Corte suprema approva unioni civili omosessuali.

La Corte suprema del Brasile ha approvato le unioni civili omosessuali. Dieci giudici hanno votato a favore, uno si è astenuto. Per chi si batte per i diritti dei gay la decisione è un momento di svolta per gli omosessuali in Brasile, una nazione con più cattolici di ogni altro Paese.
Gli oppositori sostenevano che le unioni tra persone dello stesso sesso fossero incostituzionali. La sentenza non significa tuttavia l’approvazione del matrimonio gay, come hanno fatto la vicina Argentina e l’area metropolitana di Citta del Messico, uniche eccezioni in America Latina.